lunedì 22 agosto 2011

Le tre prove



Le tre prove forniscono un criterio per giudicare la validità di una religione. Esse sono: la prova documentaria, la prova teorica e la prova concreta.

La prova documentaria consiste nel giudicare se le dottrine di una setta o le idee di uno studioso sono in accordo con le scritture. Le scritture buddiste sono i sutra predicati da Shakyamuni, trascritti e trasmessi dai suoi discepoli. Un’idea o un’interpretazione non basata sui sutra non può essere considerata buddista. Le scritture del Buddismo di Nichiren Daishonin sono i Gosho, le lettere e i trattati da lui scritti per incoraggiare i suoi discepoli. Qualsiasi idea che non sia basata sul Gosho o contraddica il suo spirito, non è valida perché manca la prova documentaria.
La prova teorica consiste nel valutare se gli insegnamenti di una religione sono compatibili con la ragione e con il buon senso, almeno fin dove la ragione umana può giungere, e se non contraddicono le scoperte e le teorie scientifiche verificabili.
La prova concreta consiste nel verificare se l’insegnamento di una religione sia confermata da reali risultati, sperimentabili da chiunque la pratichi.
Nichiren Daishonin attribuiva la massima importanza alla prova concreta. Nel Gosho La preghiera dei tre preti per la pioggia, afferma: «La prova documentaria e la prova teorica sono vitali per giudicare la validità degli insegnamenti buddisti, ma la prova concreta le supera entrambe».
L’ortodossia di una setta buddista deve essere definita, non in base alla sua diffusione o al suo potere, ma in base a queste tre prove.

1 commenti:

MAX ha detto...

grazie per la spiegazione

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